In una lettera aperta e rivolta a deputati e senatori della Sardegna, i sindacati chiedono agli stessi un impegno forte e concreto per la proroga della cassa integrazione e per la creazione di una compagnia che garantisca pienamente il diritto alla mobilità dei sardi.
Nella lettera, firmata dai segretari regionali Sergio Prontu (Filt Cigl), Gianluca Langiu (Fit Cisl), Elisabetta Manca (Uiltrasporti) e Nicola Contini (Ugl Trasporto Aereo), si sottolinea che “a scadenza della cassa integrazione i lavoratori e le lavoratrici, coinvolti nella procedura di licenziamento, non avranno nessuna possibilità di ricollocazione. Si rende necessario un Vostro autorevole intervento affinché si possano creare i presupposti per garantire la proroga dell’ammortizzatore sociale attualmente disposto per i lavoratori Airitaly, consentendo a questi la possibilità di non perdere le certificazioni Enac, garantite solo con lo status lavorativo attivo.
Si fa riferimento all’importanza del settore del trasporto aereo per un’isola come la Sardegna: “Abbiamo più volte espresso la necessità che l’intero settore del trasporto aereo, strategico per la ripresa economica della Regione, trovi a pieno titolo cittadinanza nel Pnrr che la Giunta regionale per la parte di sua competenza in questo periodo è intenta a sviluppare, così creando uno degli strumenti per destagionalizzare i flussi turistici e il relativo indotto.
Inoltre vorremmo socializzare la nostra consolidata preoccupazione in merito alla costituzione della nuova compagnia di bandiera che, se confermato, partirà senza il brand Alitalia, con la metà della flotta, del personale e degli slot, di fatto non competitiva in un mercato agguerrito come quello del trasporto aereo correndo il rischio di isolare ulteriormente la comunità Sarda”.
La via da perseguire è quella di una compagnia che garantisca la mobilità dei sardi: “I problemi legati alla mobilità uniti a quelli derivanti dall’emergenza sanitaria, penalizzerebbero pesantemente non solo il comparto ricettivo ma tutti i settori ad esso collegati, che occupano un lavoratore su quattro in Sardegna. Ecco perché continuiamo a sostenere la necessità che la nostra regione si doti di una compagnia aerea che abbia come “mission” quello di garantire la mobilità dei Sardi con prezzi e servizi certi. Un’infrastruttura di questo tipo produrrebbe ricchezza per l’isola in quanto garantirebbe flussi turistici in tutto l’arco dell’anno con tariffe calmierate per i residenti”.
“Giova ricordare – chiude l’appello rivolto a deputati e senatori – che, durante la primissima fase di emergenza pandemica mondiale, solo il vettore di bandiera operante in regime di continuità territoriale ha svolto la sua vitale funzione di servizio pubblico, mentre le restanti compagnie hanno subito abbandonato i tre scali sardi, peggiorando ulteriormente i già provati conti economici delle società di gestione aeroportuali, ad oggi prive di qualsiasi ristoro”.
































